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AUTONOMIA: LA LEGA IN VENETO HA LE MANI LEGATE


 
La visita di Salvini in Veneto ha certificato una realtà di cui da tempo sospettavamo: sull'autonomia, la Lega in Veneto ha le mani legate. Ci sono due pesantissime contraddizioni che rendono non credibili e eterne promesse, rinnovate puntualmente anche in questa tornata del 25 settembre. La prima è direttamente insita nell'accordo con Fratelli d'Italia. Prospettare uno scambio tra presidenzialismo e autonomia significa disegnare un percorso impraticabile, avulso dalla concretezza. La matrice di FdI, la cui forza è di gran lunga maggioritaria nel fronte del centrodestra, è infatti, inequivocabilmente, centralista e statalista. Sarà questa la linea dominante ed è davvero improbabile pensare a modelli di autonomia come quello predicato dalla Lega in Veneto. C'è poi il secondo nodo contraddittorio che non può essere messo nel dimenticatoio. Dopo almeno cinque anni di promesse leghiste, ma soprattutto di stallo senza risultati, si era giunti alla definizione di uno schema al quale come PD Veneto abbiamo dato un forte contributo, definendo linee guida snelle, che potevano portare al traguardo dell'autonomia. Lo stesso Zaia, nelle settimane precedenti alla caduta del Governo Draghi, si era prodigato nell'annunciare l'ultimo miglio ma è stata proprio la Lega, con Salvini, a dare la spallata decisiva che ha posto fine alla legislatura, mandando gambe all'aria ogni obiettivo. Segno di un'impotenza di Zaia e dei leghisti veneti che, facendo il paio con la subalternità al partito della Meloni, rende del tutto inaffidabile ogni nuova, ennesima promessa di autonomia per la nostra regione. Mentre il PD Veneto ha chiaramente indicato ciò che serve per lo sviluppo dell'economia regionale, per la crescita delle famiglie e dei nostri giovani, Zaia continua a indicare obiettivi generici quanto onnicomprensivi, trasformando l'autonomia nella più sterile delle rivendicazioni. Cinque anni di chiacchiere sembrano non aver insegnato proprio nulla. Da parte nostra siamo dunque pronti a ribadire il percorso già delineato da mesi, puntando su un'autonomia possibile, cooperativa che sia davvero utile ai cittadini, incardinata attorno a sette materie, funzionali alle esigenze di crescita e rafforzamento della struttura produttiva, della formazione e del lavoro in Veneto.

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